Il futuro dell’energia non si limita alla produzione da fonti rinnovabili: la vera sfida è imparare a gestirle. SmartHydroGrid è la risposta a questa sfida: una microrete intelligente che unisce la versatilità dell’idrogeno green alla potenza dell’intelligenza artificiale.

La sfida della Decarbonizzazione Profonda

Il panorama energetico globale sta vivendo una trasformazione radicale. Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, non è più sufficiente generare energia pulita; dobbiamo renderla stabile e disponibile esattamente quando serve. È qui che nasce SmartHydroGrid (Smart Hydrogen Microgrid per la transizione energetica e la decarbonizzazione profonda).

Finanziato dall’Unione Europea tramite il PNRR (M2C2 Investimento 3.5), questo progetto di Ricerca e Sviluppo d’avanguardia mira a ridefinire i confini della sostenibilità attraverso una microgrid ibrida intelligente. Insieme a un partenariato d’eccellenza guidato dall’Università della Calabria (Responsabile Scientifico) e che include Techfem, Regas e Centria, stiamo sviluppando un ecosistema dove l’energia in eccesso non viene sprecata, ma trasformata in idrogeno e conservata in totale sicurezza.

Un Cervello Digitale per l’Idrogeno

SmartHydroGrid non è solo un insieme di tubi e cavi; è un cervello digitale evoluto. Grazie all’implementazione di Digital Twin (Gemelli Digitali) e tecnologie IoT, il sistema è in grado di simulare, monitorare e ottimizzare in tempo reale i flussi energetici tra tre modalità fondamentali:

  • Power-to-Power (PtP): L’energia rinnovabile in eccesso viene trasformata in idrogeno, stoccata e riconvertita in elettricità tramite celle a combustibile quando la domanda è alta o la produzione solare/eolica è bassa.
  • Power-to-Grid (PtGr): L’idrogeno viene utilizzato per fornire servizi di stabilità e flessibilità alla rete elettrica nazionale, migliorandone la resilienza.
  • Power-to-Gas (PtG): L’idrogeno viene immesso nelle reti gas esistenti (blending), permettendo di decarbonizzare settori industriali e riscaldamento senza dover rifare le infrastrutture.

Il Ruolo di Creta Energie Speciali: Dall’Algoritmo al Campo

  • Se SmartHydroGrid rappresenta la rete del futuro, CretaES è l’architetto che ne progetta l’architettura e i sistemi di controllo avanzati. Come spin-off accademico dell’Università della Calabria, il nostro compito è tradurre la ricerca d’eccellenza in soluzioni industriali concrete, guidando lo sviluppo delle DC Nanogrids (micro-reti in corrente continua).

Ecco cosa stiamo realizzando concretamente:

  • Architetture di Controllo “Island-Mode”: Sviluppiamo le logiche che permettono alla micro-rete di operare in totale autonomia. Questo garantisce continuità energetica a edifici e industrie anche in caso di guasti alla rete principale.
  • Elettrolizzatori AEM di Nuova Generazione: Partecipiamo allo sviluppo di tecnologia Anion Exchange Membrane, la chiave per produrre idrogeno verde con costi ridotti e maggiore efficienza, rendendolo accessibile anche per contesti residenziali.
  • Storage Sicuro a Idruri Metallici: Risolviamo il problema della sicurezza eliminando le alte pressioni. L’idrogeno viene “immagazzinato” in matrici solide a bassa pressione: una soluzione compatta, sicura e perfetta per i centri abitati.

Dall’Algoritmo al Campo: I Siti Pilota

SmartHydroGrid non è solo ricerca teorica, ma una soluzione concreta testata in ambienti reali attraverso due impianti strategici:

  1. Small Scale (Fano): Un impianto presso Techfem focalizzato sui test dei modelli Power-to-Power e Power-to-Grid.
  2. Impianto Pilota (Arezzo): Presso la sede Centria, una microrete a scala reale che serve uffici, abitazioni e stazioni di ricarica per veicoli elettrici, dimostrando come una “comunità energetica” possa essere autosufficiente e sostenibile.

Perché SmartHydroGrid è un Cambiamento per Tutti

Il nostro impegno in SmartHydroGrid non riguarda solo l’hardware, ma la creazione di un nuovo modello sociale ed economico. Attraverso lo sviluppo di modelli di Digital Twin (gemelli digitali), siamo in grado di simulare e ottimizzare ogni watt di energia, riducendo gli sprechi e abbattendo i costi in bolletta per i cittadini.

In CretaES crediamo che l’autonomia energetica e la sostenibilità debbano andare di pari passo. Partecipare a questo progetto significa investire nel nostro territorio, assumendo nuovi talenti e posizionando la nostra regione al centro dell’innovazione energetica europea.

Il cambiamento climatico provocato dalle attività umane è uno dei fenomeni più documentati e studiati dalla comunità scientifica. Eppure, nonostante le evidenze, il negazionismo climatico persiste. Perché?

Le ragioni sono molteplici e intrecciate tra loro. Comprendono fattori economici, psicologici, politici e comunicativi che, insieme, contribuiscono a mantenere lo status quo e a ostacolare l’azione collettiva.

Interessi economici

Le industrie dei combustibili fossili — tra le più potenti al mondo — hanno investito per decenni in campagne di disinformazione per seminare dubbi e ritardare regolamentazioni ambientali. Mantenere l’attuale sistema economico basato su fonti fossili è più redditizio nel breve termine, e il cambiamento spaventa chi teme di perdere privilegi e profitti.

Meccanismi psicologici di difesa

Il cervello umano fatica a elaborare minacce astratte, sistemiche e a lungo termine come il cambiamento climatico. Non vedendone gli effetti immediati nella quotidianità, molte persone attivano meccanismi di rimozione, diniego, minimizzazione e razionalizzazione. Questo serve a evitare l’ansia e il senso di impotenza (nota come ecoansia) che deriverebbero dal dover affrontare la gravità del problema e cambiare radicalmente stile di vita.

Disinformazione e propaganda

Le campagne organizzate di disinformazione hanno promosso l’idea che la scienza del clima sia incerta o divisa. Hanno amplificato le voci di una minoranza di scienziati “dissidenti” — spesso non esperti in climatologia — per simulare un dibattito scientifico inesistente. Questo ha confuso l’opinione pubblica e rallentato l’azione collettiva.

Polarizzazione politica e ideologica

In molti paesi, soprattutto negli Stati Uniti, il cambiamento climatico è diventato un tema politico polarizzato. L’adesione o il rifiuto delle evidenze scientifiche spesso dipende dall’ideologia conservatrice o populista, più che dai dati. L’identità di gruppo e l’affiliazione politica possono prevalere sui fatti oggettivi.

Difficoltà nella comunicazione scientifica

La scienza, per sua natura, è complessa e prudente. Questo rende difficile comunicare l’urgenza del problema in modo accessibile. I negazionisti, al contrario, offrono narrazioni semplici e rassicuranti, che trovano più facilmente spazio nei media e nella mente delle persone.

Inerzia e paura del cambiamento

Cambiare è difficile. Richiede uno sforzo collettivo e individuale, e mette in discussione abitudini consolidate. È più comodo credere che il problema sia esagerato o che ci sia ancora tempo, così da mantenere lo status quo senza sensi di colpa.

In questo nuovo episodio della rubrica Dataroom del Corriere della Sera, Milena Gabanelli analizza le vere cause che rallentano la transizione energetica in Italia. Nonostante gli obiettivi europei e le tecnologie disponibili, il nostro paese continua a ostacolare lo sviluppo di impianti eolici e fotovoltaici. Il risultato? Bollette più care, dipendenza energetica e occasioni mancate. Guarda il video per scoprire chi ci guadagna e chi ci rimette davvero.

L’Italia ha l’elettricità più cara d’Europa, eppure la transizione energetica verso fonti rinnovabili come eolico e solare procede a rilento. Nel 2024, il 49% dell’energia prodotta nel nostro Paese è arrivata da fonti rinnovabili, ma siamo ancora lontani dall’obiettivo del 63,4% fissato per il 2030 dal Piano Nazionale Energia e Clima (Pniec).

Perché siamo in ritardo?

Nonostante oltre 2 milioni di impianti fotovoltaici e più di 6.000 eolici installati, l’Italia cresce più lentamente rispetto ad altri paesi europei. Le cause principali:

  • Burocrazia e caos normativo: oltre 30 norme e decreti in 10 anni, con Regioni che spesso bloccano o rallentano i progetti.
  • Opposizione locale: 120 comitati attivi contro gli impianti a terra, spesso sostenuti da amministrazioni locali.
  • Sabotaggi: negli ultimi 16 mesi si sono verificati almeno 7 atti vandalici contro impianti eolici e fotovoltaici.
  • Incertezza per gli investitori: anche con incentivi e autorizzazioni, i tempi medi per realizzare un impianto superano i 5 anni.

Le accuse alle rinnovabili, le critiche più frequenti sono:

  1. “Rovinano il paesaggio” – Ma secondo il Politecnico di Milano ci sono 700 km² di aree dismesse o agricole inutilizzate adatte a ospitare impianti senza impattare sul paesaggio.
  2. “Inquinano” – In realtà, un impianto fotovoltaico da 1 MW richiede 200 tonnellate di materiali, ma produce energia pulita per 30 anni. Una centrale a carbone, per la stessa energia, consuma 14.000 tonnellate di combustibile.
  3. “Non conviene” – Al contrario: secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, il costo per MWh è di 50-60 dollari per solare ed eolico, contro i 205 del gas e i 170 del nucleare.

Chi ci guadagna e chi ci rimette?

Le aziende energivore come Ferrovie dello Stato stanno già acquistando energia verde a lungo termine a prezzi inferiori rispetto al mercato. Ma se la transizione rallenta, a pagare il conto saranno famiglie e imprese, con bollette più alte e meno competitività.

La transizione energetica non è solo una questione ambientale, ma anche economica e sociale. Ostacolarla significa rinunciare a risparmi, posti di lavoro e indipendenza energetica. È tempo di scegliere da che parte stare.

Fonte:
Reportage pubblicato su Corriere della Sera nella rubrica Dataroom di Milena Gabanelli.


Link articolo:
https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/attacco-a-eolico-e-solare-chi-paga-davvero-il-conto/d239f7ac-7432-4697-9306-39bd0e3a4xlk.shtml

Dal 10 al 12 settembre 2025, la città di Amantea (CS) ospiterà un appuntamento da non perdere per chi opera nei settori dell’energia, dell’innovazione tecnologica e della ricerca scientifica: l’AEIT2025 International Annual Conference, presso il Mediterraneo Palace Hotel.

Organizzata da AEIT – Associazione Italiana di Elettrotecnica, Elettronica, Automazione, Informatica e Telecomunicazioni, la conferenza rappresenta un forum internazionale in cui accademici, professionisti, imprese, istituzioni e comunità locali si confronteranno sulle sfide energetiche globali, con un’attenzione particolare alla decarbonizzazione e alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico.

Perché partecipare all’AEIT2025?

Se ti occupi di energia, innovazione o sviluppo sostenibile, AEIT2025 è l’evento giusto per te. AEIT2025 si propone come un luogo di incontro tra mondo accademico, istituzioni, industria e comunità locali, in cui condividere idee innovative, ricerche scientifiche e best practice applicate ai settori strategici dell’energia rinnovabile, dei sistemi elettrici, dell’automazione, dell’elettronica e delle ICT.

La conferenza rappresenta un’opportunità unica per:

  • Esplorare i nuovi scenari della transizione energetica;
  • Presentare e conoscere progetti concreti sul territorio;
  • Rafforzare il dialogo tra enti locali e attori dell’innovazione;
  • Promuovere una formazione tecnica di alto livello.

Il ruolo delle Comunità Energetiche Rinnovabili

Tra i temi centrali di AEIT2025 ci saranno le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), considerate un elemento chiave per costruire un modello energetico condiviso, sostenibile e resiliente.

Durante la conferenza, il Prof. Daniele Menniti dell’Università della Calabria, attivo da anni nella promozione delle CER, parteciperà a diverse tavole rotonde dedicate al tema, portando un prezioso contributo scientifico e operativo.

Un invito alla partecipazione attiva

AEIT2025 non è solo un evento da seguire, ma da vivere.
Invitiamo Comuni, enti pubblici, professionisti, ricercatori e aziende a essere parte attiva di questo momento di confronto, portando idee, esperienze e buone pratiche da condividere con una rete nazionale e internazionale di esperti.

📅 Non mancare!

🗓️ Quando: 10–12 settembre 2025


📍 Dove: Mediterraneo Palace Hotel, Via Stromboli 79 – 87032 Amantea (CS)
🔗 Come arrivare – Google Maps


👥 Chi può partecipare: Professionisti, ricercatori, enti pubblici, aziende, studenti e tutti coloro che si occupano di energia e innovazione


📌 Info e iscrizioni: disponibili sul sito ufficiale della conferenza [Clicca qui per iscriverti ad AEIT2025]

📌Programma completo:

Fonte principale: europe.smart-grids-conference.com

La SMART GRIDS 2024 Europe si configura come uno degli appuntamenti più importanti nel panorama europeo per il settore dell’energia e delle reti elettriche intelligenti. La conferenza si svolgerà a Francoforte, Germania.

L’evento raccoglierà aziende, ricercatori, istituzioni e innovatori tecnologici per affrontare le grandi sfide dell’infrastruttura elettrica moderna: digitalizzazione, decarbonizzazione, efficienza, sicurezza e integrazione delle energie rinnovabili.


Temi Principali della Conferenza

Secondo il sito ufficiale della conferenza, i temi trattati si concentreranno su aspetti strategici, ingegneristici e normativi delle smart grid (fonte):

  • Infrastrutture e sistemi energetici moderni: strategie per adattare le reti elettriche alle nuove esigenze di consumo e produzione decentralizzata.
  • Automazione e digitalizzazione: tecnologie avanzate per il monitoraggio, la gestione e l’automazione delle reti di distribuzione.
  • Cybersecurity: protezione dei sistemi digitali della rete contro minacce informatiche sempre più sofisticate.
  • Integrazione delle energie rinnovabili: soluzioni per una gestione stabile e intelligente di fonti come solare ed eolico.
  • Storage e flessibilità: ruolo chiave dell’accumulo energetico per garantire affidabilità e flessibilità.
  • Politiche energetiche europee: analisi delle normative in evoluzione e degli incentivi per la transizione verde.

Speaker Internazionali di Rilievo

Tra i relatori confermati ci sono professionisti e leader del settore energetico provenienti da aziende e istituzioni europee (fonte):

  • Jan Osenberg – SolarPower Europe
  • Maike Kirsch – E3G
  • Alberto Perez – Cuerva
  • Pierre Dechamps – FTI Consulting
  • Paolo Romano – Zaphiro
  • Peter Birkner – House of Energy e.V.
  • Catalin Chimirel – Transelectrica

Questi esperti forniranno insight esclusivi su progetti innovativi, soluzioni pratiche e sviluppi futuri nel campo delle smart grid.


Opportunità di Sponsorizzazione e Networking

Secondo la sezione dedicata agli sponsor (fonte), le aziende interessate a partecipare alla conferenza possono accedere a pacchetti personalizzati che includono:

  • Brand exposure verso un pubblico altamente specializzato;
  • Networking con decisori aziendali, enti regolatori e innovatori del settore;
  • Accesso esclusivo ad approfondimenti tecnici e alle sessioni di business development;
  • Pass gratuiti per delegati, in base al tipo di pacchetto scelto.

Informazioni Utili


Conclusione

SMART GRIDS 2024 Europe rappresenta un’occasione unica per chi opera nel settore energetico e vuole comprendere da vicino le sfide e opportunità del nuovo ecosistema elettrico europeo. Un evento strategico per chi vuole essere protagonista nella costruzione delle reti elettriche del futuro.

L’Italia si trova ad affrontare una delle sfide più grandi della sua storia: la crisi climatica. Ondate di calore sempre più intense, alluvioni, siccità e incendi stanno mettendo a dura prova il nostro Paese, evidenziando la necessità di una risposta immediata e strutturata. Per far fronte a questa emergenza, Minds for One Health, con il supporto di ISDE Italia – Associazione Medici per l’Ambiente, ha presentato un documento chiave: “Adattamento e Mitigazione: Azioni urgenti per far fronte agli eventi estremi da crisi climatica”. Questo testo, inviato alle istituzioni politiche e scientifiche nazionali, fornisce una roadmap chiara per affrontare il cambiamento climatico, con particolare attenzione alla salute pubblica e alla sicurezza del territorio.

Un Piano d’Azione per la Resilienza Climatica

L’Italia, posizionata nel cuore del Mediterraneo, è una delle aree più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico. Gli scienziati sottolineano l’urgenza di un approccio integrato che unisca adattamento e mitigazione per ridurre i rischi e migliorare la sostenibilità del sistema Paese. Le azioni prioritarie individuate nel documento includono:

  • Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC): Attuazione immediata di un piano basato su dati scientifici, che renda le città e le infrastrutture più resilienti agli eventi estremi.
  • Riduzione del consumo di suolo e sicurezza del territorio: Stop alla cementificazione incontrollata e riqualificazione delle aree urbane e montane per prevenire dissesti idrogeologici.
  • Decarbonizzazione accelerata: Riduzione della domanda energetica e transizione verso le fonti rinnovabili, con particolare attenzione alla tutela del paesaggio e della biodiversità.
  • Educazione e sensibilizzazione: Campagne informative e percorsi educativi per preparare la popolazione a gestire gli impatti del cambiamento climatico.
  • Rafforzamento della protezione civile: Implementazione di modelli di gestione del rischio ispirati alle migliori pratiche internazionali, con sistemi di allerta e intervento tempestivi.

Un Messaggio Chiaro: Il Tempo per Agire è Ora

Maria Grazia Petronio, vicepresidente di ISDE Italia e coordinatrice di Minds for One Health, sottolinea l’importanza di non limitarsi più a rispondere alle emergenze, ma di costruire un sistema resiliente capace di prevenire e mitigare gli impatti climatici.

Non possiamo più permetterci di agire solo dopo i disastri. Serve un cambiamento sistemico, un piano strategico che protegga le persone e il territorio. Il nostro documento offre alle istituzioni un quadro chiaro per prendere decisioni efficaci. Il tempo per agire è adesso.

Un Appello alle Istituzioni: La Crisi Climatica è un Problema di Tutti

Il documento rappresenta un appello diretto affinché le politiche di adattamento e mitigazione diventino una priorità nazionale. La scienza ha già dimostrato che agire ora significa ridurre i costi futuri in termini di vite umane, danni economici e sociali. Ignorare questa emergenza equivale a esporre il nostro Paese a rischi sempre maggiori.

La transizione ecologica non è solo una questione ambientale, ma una sfida che coinvolge tutti: cittadini, aziende, amministrazioni locali e governo centrale. Implementare queste strategie può garantire un futuro più sicuro e sostenibile per le prossime generazioni.

La crisi climatica non aspetta: è il momento di trasformare le parole in azioni concrete.

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