In Creta Energie Speciali s.r.l. crediamo fermamente che il futuro dell’energia non debba scendere a compromessi con la tutela del nostro pianeta. Spesso si pensa che i grandi impianti fotovoltaici sottraggano spazio alla natura o all’agricoltura; la realtà, invece, ci mostra scenari di perfetta simbiosi. Vogliamo condividere con voi questa straordinaria storia di successo raccontata dal TG3 Puglia: un esempio concreto di come l’ingegno tecnologico possa proteggere la terra, migliorare le colture e integrarsi perfettamente con l’ecosistema locale senza alterarlo.

LATERZA (TARANTO) – Coltivare la terra e produrre energia pulita contemporaneamente, sotto lo stesso cielo e sullo stesso suolo. Quello che quindici anni fa sembrava un azzardo tecnologico accolto con diffidenza dagli operatori del settore, oggi rappresenta un modello d’eccellenza per la transizione ecologica del Mezzogiorno. Un recente servizio del TG3 Puglia (il cui video completo è disponibile in fondo a questo articolo) ha riacceso i riflettori su una realtà straordinaria nel tarantino, dove la tecnologia solare ha trovato una perfetta simbiosi con la viticoltura d’eccellenza, dimostrando che la sostenibilità ambientale può camminare di pari passo con la crescita economica.

Il caso specifico: l’impianto di Laterza

Ci troviamo nell’agro di Laterza, in provincia di Taranto, all’interno di un’azienda che ha saputo anticipare i tempi quando la stessa parola “agrivoltaico” non era ancora stata coniata. L’idea nasce dall’intuizione di Nicola Mele, imprenditore pugliese con un passato nel settore informatico presso la Olivetti di Ivrea, il quale ha deciso di applicare le proprie competenze tecnologiche al settore agricolo.

L’impianto si estende su una superficie di circa 3 ettari e conta circa 8.000 pannelli fotovoltaici sospesi, per una potenza complessiva installata di 976 kW. Come spiegato dall’ingegnere Claudio Campanella, la struttura originaria (risalente al 2011) sconta ormai l’obsolescenza tecnologica dei moduli di vecchia generazione. Per questo è già pronto un progetto di repowering (un efficientamento tecnologico) che permetterebbe di triplicare la potenza portandola a circa 3 MW, mantenendo rigorosamente inalterata la superficie occupata e salvaguardando il suolo agricolo.

I molteplici vantaggi della simbiosi energetica e agricola

I benefici emersi da questa esperienza dimostrano che l’unione tra fotovoltaico e natura genera un valore nettamente superiore alla somma dei singoli elementi:

  • Protezione dal cambiamento climatico: In estate, l’ombreggiamento offerto dai pannelli solari ripara i grappoli d’uva dalle ondate di calore estremo e dall’eccessiva radiazione, riducendo l’evaporazione dell’acqua dal terreno.
  • Efficientamento e risparmio idrico: I pannelli fungono da veri e propri tetti protettivi. Durante i mesi invernali, un sistema di grondaie raccoglie l’acqua piovana convogliandola in appositi sistemi di stoccaggio, pronti per essere usati nei periodi di siccità.
  • Miglioramento della qualità del vino: Secondo l’enologo Antonio Scatigna, il microclima creato dai moduli ha riportato i tempi di maturazione a quelli di una volta (posticipando la raccolta di 20-30 giorni). Il risultato? Vini d’eccellenza e di straordinaria eleganza da vitigni come Falanghina, Traminer e Primitivo.
  • Tutela attiva della biodiversità: La natura non è fuggita davanti ai pannelli, anzi. Antonella Mele ha evidenziato come l’ecosistema circostante sia intatto: tra le strutture e i cavi dei pannelli sono stati censiti numerosi nidi di uccelli, a testimonianza di un equilibrio perfetto tra tecnologia e fauna locale.
  • Reddito integrativo per la terra: L’energia prodotta viene interamente immessa in rete, garantendo all’azienda agricola un flusso di entrate costante che mette al sicuro il lavoro degli agricoltori dalle incertezze del mercato.

Una strada segnata per il futuro della transizione

L’agrivoltaico di Laterza è la prova empirica di ciò che sosteniamo ogni giorno: le energie rinnovabili non devono tradursi in “consumo” del territorio o in uno sfregio al paesaggio rurale. Al contrario, se progettata con intelligenza, la tecnologia diventa lo scudo con cui preservare e valorizzare la natura.

“Senza fonti fossili facilmente reperibili”, ha concluso Nicola Mele nel servizio, “questa è una strada che può offrire moltissimo al Mezzogiorno, all’Italia e all’intera Europa”. Risolte le sfide infrastrutturali legate alla rete di distribuzione, il futuro è già tracciato: campi coltivati che sono, allo stesso tempo, centrali di energia pulita e custodi della biodiversità.

Creta Energie Speciali s.r.l. comunica con orgoglio l’approvazione del progetto SMARTER ISLAND (SMART Energy Resources management for efficient local energy ISLANDs in the Mediterranean), selezionato nell’ambito del primo bando del programma Interreg NEXT MED.

La missione: Decarbonizzazione e Digitalizzazione Il progetto mira a trasformare le comunità energetiche in attori chiave della transizione europea, integrando sistemi avanzati di monitoraggio e controllo dei flussi energetici. CretaES opererà attraverso il Pilot “PITAGORA”, implementando tecnologie proprietarie (smart meters e gateway per il controllo degli inverters) in un cluster di Comunità Energetiche Rinnovabili in Calabria, in contesti caratterizzati da fragilità infrastrutturale.

Governance Scientifica e Trasferimento Tecnologico

La guida del progetto è affidata al Prof. Daniele Menniti, CEO di CretaES e Professore Ordinario di Sistemi Elettrici per l’Energia presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale (DIMEG) dell’Università della Calabria. Il successo della proposta è strettamente legato al lavoro decennale dell’Ing. Giovanni Brusco, che ha diretto i progetti di R&S dello spinoff fino al 28 febbraio 2026. L’Ing. Brusco, ora ricercatore RTT presso il DIMEG, incarna perfettamente la figura del manager della ricerca capace di tradurre l’accademia in innovazione industriale.

Si sottolinea inoltre il contributo essenziale del Prof. Nicola Sorrentino e del socio privato Dott. Michele Raffa, la cui esperienza nello sviluppo dal basso di imprese green è stata fondamentale per la solidità della proposta.

Il Pilot “PITAGORA” e i Territori Pionieri

Sostenuto dal Consorzio Interuniversitario EnSiEl (diretto dal Prof. Domenico Villacci), il Pilot “PITAGORA” rappresenta un’eccellenza nazionale nella valorizzazione delle aree interne. Desideriamo evidenziare con grandissima enfasi il coraggio di amministrazioni e realtà che hanno creduto nell’autonomia energetica:

  • Green Community “Savuto-Serre”: guidata dalla Dott.ssa Lucia Papaianni.
  • Comune di Panettieri: un piccolo borgo della Presila Catanzarese con meno di 350 abitanti che, grazie al Sindaco Salvatore Parrotta, si pone come avanguardia europea delle CER.
  • Comuni di Amantea (Dott. Vincenzo Pellegrino), Marcellinara (Dott. Vittorio Scerbo) e Francica (Ing. Michele Mesiano).
  • CER Elios di Filogaso (VV): nata dall’iniziativa di cittadini privati, dimostrando che la transizione energetica può essere una spinta sociale democratica e partecipativa.

L’impegno contro la fuga di cervelli

L’attuazione tecnica del progetto è affidata a un team di giovani talenti dello spinoff, esperti in autoconsumo diffuso e tecnologie di automazione industriale. SMARTER ISLAND non è solo una vittoria tecnologica, ma la dimostrazione che l’Università della Calabria può offrire percorsi di carriera di alto profilo ai propri laureati, frenando la fuga di cervelli e creando valore durevole nel Mezzogiorno.

Immaginate per un solo istante che l’energia elettrica venga a mancare per una settimana intera. Si interromperebbe la catena del freddo, i supermercati non potrebbero rifornirci di alimenti, le comunicazioni verrebbero meno e saremmo costretti a stravolgere del tutto la nostra qualità di vita.

A ricordarcelo è il Professor Daniele Menniti, Responsabile Scientifico del progetto, che attraverso questo potente esercizio mentale ci pone di fronte a una verità inconfutabile: l’energia non è solo una comodità, è il motore silenzioso per la nostra sopravvivenza.

In un’epoca segnata da incertezze geopolitiche e urgenze climatiche, l’Italia sconta una storica dipendenza dalle importazioni e dai combustibili fossili. È in questo scenario critico che opera Tech4You, un imponente Programma di Ricerca e Innovazione (R&I) che sta tracciando la rotta verso un’Italia finalmente pulita, autonoma e resiliente.

Un Ecosistema per l’Innovazione nel Sud Italia

Tech4You non è un singolo laboratorio, ma un vero e proprio Ecosistema dell’Innovazione che unisce le eccellenze del Mezzogiorno. Ispirato alla missione di Horizon Europe “Adaptation to Climate Change”, il programma vede la collaborazione sinergica di:

  • 4 Università pubbliche e 6 Centri di ricerca.
  • 9 Attori privati (aziende affiliate) e 1 ONG.
  • 3 Enti pubblici (parchi naturali e agenzie ambientali) e 2 Governi regionali.

La Visione: Comunità Energetiche Resilienti

L’obiettivo primario del progetto è la creazione di comunità energetiche rinnovabili e resilienti.

La filosofia alla base del lavoro di ricerca si fonda sull’abbandono dei combustibili fossili — necessari sia per frenare le emissioni di gas nocivi e clima alteranti, sia per svincolarsi dalla loro scarsità — unito a un forte orientamento al riciclo.

Come sottolinea il Professore nell’intervista:

Ogni cosa che viene riciclata è sicuramente energia che non deve essere spesa per poterla riprodurre”.

Questa visione trasforma lo “scarto” in “risorsa”, rendendo le comunità locali non solo consumatrici, ma vere e proprie protagoniste della propria sicurezza energetica.

“DC Nanogrid”: Il Cuore Tecnologico

Il fulcro tecnologico sviluppato nell’ecosistema prende forma nella DC Nanogrid. Si tratta di una rete intelligente in corrente continua capace di armonizzare diverse fonti in un unico sistema efficiente:

  • Rinnovabili classiche: fotovoltaico ed eolico.
  • Energia dal mare: sistemi innovativi legati al moto ondoso.
  • Bio-fuel: valorizzazione virtuosa di materiali di recupero.

L’Oro negli Scarti: Il Biodiesel Circolare

Un esempio lampante di economia circolare applicata è la valorizzazione degli oli alimentari di scarto, come gli oli di frittura domestici o provenienti dalla ristorazione. Grazie a processi di trasformazione ottimizzati all’interno dei loro laboratori, questi scarti vengono convertiti in biodiesel ad altissima sostenibilità ambientale, permettendo al contempo una drastica riduzione dei costi e un notevole risparmio energetico.

Un Volano per l’Occupazione e il Sistema-Paese

Sviluppare tecnologie così all’avanguardia richiede competenze multidisciplinari e crea nuovi posti di lavoro “a chilometro zero”, valorizzando le risorse umane del Sud Italia.

L’ambizione del gruppo di ricerca valica i confini regionali: il traguardo è produrre un surplus di energia pulita da esportare, sollevando l’intero sistema-Paese dalla necessità di ricorrere alle inquinanti fonti fossili.

Guarda l’intervista al Prof. Daniele Menniti

Per approfondire la visione e le tecnologie dell’Ecosistema Tech4You, guarda il video dell’intervista:

Conclusione: Verso un Futuro Indipendente

Il lavoro coordinato dal Professor Daniele Menniti all’interno di Tech4You è una pietra miliare per la transizione ecologica nazionale. In un mondo che corre verso l’esaurimento delle risorsetradizionali, questo progetto ci ricorda che l’innovazione, unita a un profondo rispetto per l’ambiente, è l’unica chiave per non spegnere la luce sul nostro domani.

Sito ufficiale del progetto Tech4You: [https://www.tech4youscarl.it/ ]

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